Immagine simbolicaIl Brent crolla di oltre il 6% mentre avanzano i colloqui USA-Iran e Aramco chiude la raffineria di Jizan
Il greggio Brent è sceso martedì di oltre il 6 percento, a circa 83 dollari al barile, mentre i negoziati tra Washington e Teheran hanno guadagnato terreno, estendendo un ripiegamento di circa il 16 percento rispetto al picco della scorsa settimana, che aveva superato i 100 dollari. Nel frattempo Saudi Aramco ha sospeso la sua raffineria di Jizan, da 400.000 barili al giorno, fino a metà agosto in seguito a un attacco Houthi, e la rotta del Mar Rosso utilizzata da Riad per aggirare lo Stretto di Hormuz resta sotto minaccia.
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Cosa è successo
Il Brent è sceso del 6,27 percento a 82,82 dollari al barile martedì e il WTI del 5,42 percento a 78,13 dollari, mentre i negoziati USA-Iran guadagnavano terreno, ha riferito The National. Entrambi i benchmark hanno ceduto circa il 16 percento rispetto al picco di giovedì scorso, quando il Brent aveva superato i 100 dollari per la prima volta da fine maggio, dopo che i combattenti Houthi avevano colpito petroliere saudite nel Mar Rosso. Saudi Aramco ha sospeso le operazioni nella sua raffineria di Jizan, che processa 400.000 barili al giorno, il 27 luglio; Reuters, citando la società di consulenza IIR, ha riferito danni all'unità di gassificazione e all'area di stoccaggio del petrolio, con una riapertura prevista entro il 15 agosto. Gli Houthi hanno dichiarato il 25 luglio di aver attaccato con missili e droni gli impianti Aramco di Jizan e Yanbu, dopo aver proclamato un embargo marittimo contro Riad e aver bloccato Bab al-Mandeb. Gli attacchi tra Stati Uniti e Iran si sono fermati prima della fine della scorsa settimana, e Trump ha detto che un accordo era possibile, pur avvertendo che l'azione militare americana sarebbe ripresa in caso di fallimento della diplomazia.
Lo sguardo dall'esterno
The National, ad Abu Dhabi, cita una fonte pakistana vicina ai colloqui secondo cui il canale USA-Iran si è ampliato fino a includere il blocco Houthi del Mar Rosso, e riporta il commento di Norbert Rucker di Julius Baer secondo cui l'attuale impennata dovrebbe rivelarsi di breve durata. La russa TASS ha rilanciato la notizia della chiusura Aramco tramite Reuters senza ulteriori commenti. Il Wall Street Journal riferisce che la Cina continua ad assicurarsi greggio mediorientale nonostante le sanzioni.
Cosa potrebbe succedere
Riad perde 400.000 barili al giorno di capacità di raffinazione fino a metà agosto, proprio mentre gli attacchi nello Stretto di Hormuz l'hanno spinta sulla rotta del Mar Rosso ora minacciata dagli Houthi, riferisce il New York Times. I prezzi hanno invertito rotta lunedì e sono scesi ulteriormente martedì dopo un rally del Brent di quasi il 40 percento da quando la guerra è riesplosa questo mese. Il Financial Times descrive le prossime settimane come un banco di prova per capire se Trump possa far scendere i prezzi trattando; sia Washington sia Teheran affermano che gli attacchi possono riprendere, quindi lo sconto dipende dalla tenuta dei colloqui. I prossimi indicatori da seguire sono l'ampliamento dell'agenda negoziale, che ora comprende Bab al-Mandeb, e la riapertura di Jizan prevista per il 15 agosto.
United States: Trump says talks with Tehran could produce an agreement but warns that military strikes will resume if diplomacy fails.
Iran: Tehran halted its strikes and keeps messaging channels open, having warned that attacks could restart if Washington continues its strikes.
Saudi Arabia: Riyadh has shut the attacked Jizan refinery until mid-August and depends on the Red Sea route to bypass the Strait of Hormuz.
Houthis: The Yemeni movement claims the strikes on Aramco sites at Jizan and Yanbu and enforces what it calls a maritime embargo on Riyadh.
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