Immagine simbolicaI rendimenti obbligazionari balzano dopo che la Fed lascia i tassi invariati
La Federal Reserve statunitense mercoledì ha lasciato invariato il proprio tasso di interesse chiave con un voto di 9 a 3, con tre membri favorevoli a un rialzo di un quarto di punto. I rendimenti dei Treasury a lungo termine hanno poi registrato il rialzo giornaliero più marcato in oltre un anno e i listini azionari sono scesi, dopo che il presidente Kevin Warsh ha fornito pochi dettagli su come intende riportare l'inflazione al 2 percento. I rendimenti sono rimasti elevati anche il giorno successivo, mentre crescevano le critiche da Wall Street e il dissenso interno alla banca centrale.
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Cosa è successo
Il comitato della Fed che fissa i tassi, l'Open Market Committee, ha votato 9 a 3 mercoledì 29 luglio per mantenere l'intervallo obiettivo tra il 3,5 e il 3,75 percento, dove si trova dall'inizio dell'anno. I tre dissenzienti volevano un rialzo di un quarto di punto. Nel suo comunicato la Fed ha descritto l'attività economica come in espansione a un ritmo solido nonostante l'elevata incertezza dovuta in parte al conflitto in Medio Oriente, e ha indicato la crescita della produttività, gli investimenti in capitale e un tasso di disoccupazione stabile. L'inflazione resta sopra l'obiettivo del 2 percento, spinta al rialzo dagli shock energetici causati dalla guerra in Iran. Nella sua seconda conferenza stampa da quando ha assunto l'incarico a maggio, Warsh ha insistito sul fatto che non esiste un obiettivo di inflazione morbido, ma ha detto che il rialzo dei rendimenti obbligazionari delle ultime settimane ha già fatto aumentare i costi di finanziamento in tutta l'economia e ha offerto alla Fed un certo margine di sollievo, suggerendo che il tasso di riferimento potrebbe non essere lo strumento giusto contro l'inflazione. Azioni e obbligazioni hanno registrato movimenti marcati: l'S&P 500 ha chiuso in calo dell'1,5 percento, il Dow Jones Industrial Average del 2,2 percento e il Nasdaq Composite dell'1,7 percento, il rendimento del Treasury trentennale è salito al 5,22 percento, il livello più alto dal 2007, e il dollaro si è indebolito.
The American Conservative colloca l'attuale intervallo dei tassi a gennaio, la FAZ a dicembre 2025.
Lo sguardo dall'esterno
La FAZ, scrivendo dalla Germania, legge la reazione dei mercati come il timore che una mancanza di determinazione sull'inflazione ora possa costringere in futuro a rialzi dei tassi molto più ampi. Sottolinea il crescente dissenso interno alla Fed e l'incapacità di Warsh di spiegare come e quando garantirà la stabilità dei prezzi.
Cosa potrebbe succedere
Un giorno dopo, giovedì 30 luglio, i rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti elevati, secondo il New York Times, che inquadra lo scontro come un incombente shock di credibilità tra i mercati e la banca centrale. Bloomberg riporta un duro giudizio di Wall Street, riassunto nella frase «parlare è facile», e definisce in un commento l'approccio di Warsh profondamente viziato. Warsh si trova in una posizione difficile, stretto tra un'inflazione persistente, che normalmente giustificherebbe rialzi, e la dichiarata opposizione del presidente Trump a ulteriori aumenti. La Fed afferma di monitorare anche gli investimenti nell'intelligenza artificiale, le decisioni sui dazi e la politica migratoria; la prossima riunione è prevista per settembre.