Filone narrativo · 1 evento
Attacchi USA-sauditi in Iraq
Immagine simbolicaA che punto è il tema
Jet statunitensi e sauditi hanno colpito basi delle Forze di Mobilitazione Popolare in diverse province irachene, uccidendo almeno 20 combattenti secondo il conteggio delle stesse PMF. Baghdad definisce i raid una violazione della propria sovranità, ha annullato una visita prevista a Riad e ha convocato il proprio Consiglio di Sicurezza Nazionale.
La disputa verte su attacchi con droni contro impianti petroliferi sauditi che, secondo Washington e Riad, sarebbero stati lanciati dal territorio iracheno. In risposta, mercoledì aerei da combattimento statunitensi e sauditi hanno bombardato basi delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene, un ombrello armato affiliato allo Stato, in diverse province. Le PMF hanno riferito di almeno 20 loro combattenti uccisi, e i gruppi iracheni negano qualsiasi ruolo negli attacchi contro l'Arabia Saudita.
Il governo iracheno, alleato sia di Washington sia delle PMF, ha trattato i raid come un attacco alla propria sovranità piuttosto che come un contrattacco condotto per suo conto. Ha annullato una visita prevista in Arabia Saudita e ha convocato una riunione del proprio Consiglio di Sicurezza Nazionale. Se la risposta di Baghdad resterà sul piano diplomatico, e se le PMF reagiranno, resta finora incerto.
Andamento nel dettaglio
Giovedì 30 luglio 2026 · GeopoliticaCaccia statunitensi e sauditi colpiscono basi delle PMF irachene, almeno 20 morti
Mercoledì caccia statunitensi e sauditi hanno colpito basi delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) irachene in diverse province, uccidendo almeno 20 combattenti secondo le PMF. Washington e Riyadh hanno dichiarato che gli attacchi rispondevano ad attacchi con droni contro impianti petroliferi sauditi lanciati dal territorio iracheno; i gruppi iracheni negano ogni coinvolgimento. Baghdad ha definito i raid una violazione della propria sovranità, ha annullato una visita prevista in Arabia Saudita e ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale.
Al Jazeera · The Guardian · Tehran Times