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Stop ai porti sul Mar Nero
A che punto è il tema
Secondo l'agenzia di stato russa TASS, il traffico marittimo nei porti ucraini sul Mar Nero si è fermato, con un costo stimato di circa 70 milioni di dollari al giorno. I dati provengono da Mosca e non sono confermati; un analista citato dalla TASS sostiene che Kyiv non può sostituire le rotte perdute.
L'Ucraina esporta gran parte delle proprie merci attraverso i porti sul Mar Nero, in particolare i tre porti della più ampia area di Odessa. L'agenzia di stato russa TASS, citando un articolo di giornale, afferma che il traffico in quell'area si è di fatto fermato e stima le perdite conseguenti in circa 70 milioni di dollari al giorno. Lo stesso articolo sostiene che i porti dell'area di Odessa hanno gestito 2,1 miliardi di dollari dei 3,5 miliardi di dollari di esportazioni ucraine di giugno, il che li renderebbe il principale canale export del paese. L'analista russo Ilya Grashchenkov ha dichiarato alla TASS che non si tratta di un blocco formale ma di un arresto di fatto del traffico marittimo, e che Kyiv non ha alternative alle rotte perdute. Tutte queste affermazioni si basano finora sui media di stato russi e non sono state confermate in modo indipendente.
Andamento nel dettaglio
Giovedì 30 luglio 2026 · EconomiaUn rapporto russo stima le perdite portuali dell'Ucraina in 70 milioni di dollari al giorno
L'agenzia di stato russa TASS, citando un articolo di giornale, afferma che il blocco nei porti ucraini del Mar Nero costa circa 70 milioni di dollari al giorno, e che i tre porti della grande Odessa hanno rappresentato 2,1 miliardi di dollari dei 3,5 miliardi di dollari di esportazioni ucraine di giugno. L'analista russo Ilya Grashchenkov ha dichiarato alla TASS che la situazione non è un blocco vero e proprio ma un arresto di fatto delle spedizioni, e che Kiev non può sostituire le rotte di esportazione perdute.