Immagine simbolicaIl petrolio sopra i 100 dollari e un nuovo round di dazi USA colpiscono insieme l'economia mondiale
Il greggio Brent ha chiuso sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da fine maggio, con lo Stretto di Hormuz bloccato dalla guerra USA-Iran e il Mar Rosso sconvolto dagli attacchi Houthi contro navi petroliere saudite. Nella stessa settimana gli Stati Uniti hanno iniziato ad applicare dazi dal 10% al 12,5% su oltre 60 economie, il loro terzo regime tariffario in meno di un anno. Gli analisti avvertono che i due shock si rafforzano a vicenda invece di compensarsi, aggravando i rischi di inflazione e crescita in tutto il mondo.
Iran Arabia Saudita Stati UnitiHouthis
Shock petrolifero per la guerra in IranI dazi globali di Trump
Cosa è successo
Due shock stanno colpendo l'economia mondiale nello stesso momento. Il greggio Brent ha chiuso sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da fine maggio. Lo Stretto di Hormuz è bloccato dallo scoppio della guerra USA-Iran, e gli attacchi Houthi contro due navi petroliere saudite hanno trasformato il Mar Rosso in un secondo punto di strozzatura compromesso. L'elemento decisivo è meno il livello dei prezzi che la perdita del piano di riserva dell'Arabia Saudita: il regno aveva già spostato gran parte delle sue esportazioni fuori dal Golfo, quindi le due interruzioni ora si sovrappongono invece di compensarsi a vicenda, e i carichi deviati hanno meno alternative sicure. In parallelo, gli Stati Uniti stanno applicando il loro terzo regime tariffario in meno di un anno. Dazi dal 10% al 12,5% su oltre 60 economie sono entrati in vigore alle 00:01 di venerdì, calibrati sulla scadenza della tariffa universale del 10% che sostituiscono, in modo che la copertura non decadesse nemmeno per un giorno. La Casa Bianca fonda i nuovi dazi sulla Sezione 301 del Trade Act anziché sull'autorità legale usata in precedenza, e le misure hanno già attirato cause legali, spostando la disputa dal livello delle aliquote al terreno giuridico che le sostiene. Il New York Times condensa la combinazione in una riga: i dazi sono tornati, ma questa volta c'è una guerra nel Golfo Persico e il petrolio ha toccato i 100 dollari al barile. La valutazione condivisa nei resoconti è che i costi energetici e i dazi all'importazione spingono nella stessa direzione sui prezzi, mentre entrambi pesano sulla produzione.
Cosa c'è di nuovo
Nessuno dei due shock è di per sé nuovo. I dazi sono stati la storia commerciale dominante per un anno, e il greggio aveva già superato i 100 dollari a fine maggio prima di ridiscendere. Ciò che è diverso ora è la sovrapposizione. Il mercato petrolifero ha perso la ridondanza che ancora aveva nelle fasi precedenti della guerra nel Golfo: con il Mar Rosso sconvolto insieme a Hormuz, la rotta di esportazione alternativa dell'Arabia Saudita non funziona più come cuscinetto, ed è per questo che l'attuale movimento dei prezzi viene letto come strutturale piuttosto che come un picco legato alle notizie. Sul fronte commerciale, il cambiamento è di natura legale più che numerica. I nuovi dazi sono solo marginalmente più alti della tariffa universale del 10% che sostituiscono, ma si basano su una legge diversa, e i conseguenti ricorsi legali rendono la durata del regime, non il suo livello, la questione aperta. L'inquadramento è cambiato di conseguenza: laddove i round precedenti venivano riportati come lo shock primario, questo arriva come un onere aggiuntivo su un'economia già alle prese con uno shock energetico.
Cosa potrebbe succedere
Se i punti di strozzatura restano bloccati e i dazi restano in vigore, entrambi gli effetti continuerebbero a riversarsi sui prezzi al consumo attraverso il carburante e i beni importati contemporaneamente, mentre i maggiori costi degli input e le regole commerciali incerte pesano sulle decisioni di investimento. Se il traffico attraverso il Mar Rosso o Hormuz venisse ripristinato, o le esportazioni fossero deviate su larga scala, la componente petrolifera potrebbe attenuarsi e la politica commerciale tornerebbe a essere il canale principale attraverso cui vengono influenzati prezzi e crescita. Un terzo percorso passa dai tribunali: se la base legale dei dazi ai sensi della Sezione 301 venisse ristretta o annullata, le aliquote potrebbero cambiare o decadere, ma il periodo intermedio di contenzioso irrisolto lascerebbe comunque importatori ed esportatori a pianificare su regole che potrebbero non reggere.
United States: Washington is enforcing its new duties of 10% to 12.5% on more than 60 economies without interruption and is defending them on the legal basis of Section 301 of the Trade Act.
Iran: Iran is at war with the United States, the conflict in which the Strait of Hormuz has been blocked since the fighting began.
Saudi Arabia: Riyadh, whose oil vessels were attacked in the Red Sea, has lost the alternative export route it had built up as a fallback to the Gulf.
Coinvolti anche
Da leggere
Fonti