Immagine simbolicaL'intelligence Usa ritiene il nuovo leader supremo iraniano più propenso all'arma nucleare
🔥 1 fonte
L'intelligence americana ha concluso che Mojtaba Khamenei, diventato leader supremo dell'Iran dopo l'uccisione del padre nei primi attacchi della guerra in corso, sia molto più incline del predecessore a perseguire un'arma nucleare. La valutazione, riportata per prima dal New York Times e basata in gran parte su informazioni raccolte prima della guerra, arriva mentre Washington concentra l'attenzione sul sito fortificato di Pickaxe Mountain, vicino a Natanz. I funzionari statunitensi affermano di non aver riscontrato prove che l'Iran abbia ripreso l'arricchimento o la militarizzazione da quando sono iniziati i combattimenti.
Israel Iran Vereinigte Staaten
Trump weighs major Iran escalation as intelligence sees new supreme leader open to the bomb
Cosa è successo
Secondo Breitbart, che cita un articolo del New York Times pubblicato venerdì e funzionari statunitensi informati sull'intelligence, la comunità d'intelligence americana ha valutato che il nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei, sia significativamente meno esitante del padre e predecessore, l'ayatollah Ali Khamenei, riguardo al perseguimento di un'arma nucleare. La valutazione si basa in gran parte su informazioni raccolte prima della guerra in corso. Mojtaba ha assunto la carica più alta dell'Iran dopo che il padre è stato ucciso nei primi attacchi di quella che il servizio definisce Operazione Epic Fury; secondo quanto riportato sarebbe rimasto gravemente ferito in quell'attacco e da allora non è più apparso né si è espresso in pubblico. Alcuni funzionari hanno riferito al Times che le sue comunicazioni limitate rendono più difficile interpretare le sue intenzioni attuali. Gli stessi funzionari affermano di non aver riscontrato prove che l'Iran abbia ripreso l'arricchimento o le attività di militarizzazione da quando è iniziato il conflitto. Ritengono piuttosto che Teheran stia preservando le risorse, le attrezzature e le competenze sopravvissute, incluso materiale che secondo quanto riportato sarebbe stato spostato verso il complesso non dichiarato di Pickaxe Mountain, vicino a Natanz, dopo che i principali siti iraniani di Natanz, Fordow e Isfahan sono stati distrutti o gravemente danneggiati nell'Operazione Midnight Hammer a giugno.
Gli schieramenti
L'unica parte citata direttamente nel materiale disponibile è Washington. I funzionari statunitensi presentano un quadro sfaccettato: le intenzioni si sarebbero inasprite ai vertici del sistema iraniano, ma non si registra un'attività osservabile ripresa, e il comportamento di Teheran appare più come una protezione di ciò che resta che come una ricostruzione. Il presidente Trump ha descritto la campagna come non conclusa, dichiarando "Non abbiamo affatto finito" quando gli è stato chiesto di Pickaxe Mountain, e rispondendo "Abbastanza presto" alla domanda su quando gli Stati Uniti potrebbero colpirlo, pur aggiungendo che Washington aveva prima cercato di dare a Teheran la possibilità di raggiungere un accordo. Funzionari americani e israeliani vengono descritti come preoccupati che le centrifughe superstiti, il materiale nucleare e il personale possano essere concentrati all'interno della montagna, i cui tunnel si ritiene siano più profondi di quelli di Fordow. La posizione dell'Iran è assente da queste fonti: non viene riportata alcuna dichiarazione iraniana, e il nuovo leader supremo non è apparso in pubblico da quando ha assunto il potere, per cui le sue intenzioni restano una deduzione dell'intelligence più che una politica dichiarata.
Cosa c'è di nuovo
Finora la questione nucleare è stata posta soprattutto in termini di danni materiali: cosa hanno distrutto gli attacchi di giugno e cosa è sopravvissuto. L'elemento nuovo è una valutazione sulle intenzioni al vertice dello stato iraniano, che suggerisce come le ambizioni di lungo periodo di Teheran possano essersi inasprite anziché infrangersi nonostante la distruzione subita. La notizia arriva mentre la guerra Usa-Israele, inizialmente presentata pubblicamente come una campagna breve, dura ormai da quasi cinque mesi, e mentre l'ipotesi di un suo allargamento occupa i vertici della catena decisionale americana; il New York Times ha riferito che Trump ha incontrato i suoi consiglieri più alti in grado il 24 luglio 2026 per valutare una forte escalation, senza che sia stata riportata alcuna decisione. Nuove anche questa settimana: notizie secondo cui apparecchiature avanzate per centrifughe potrebbero essere state spostate verso Pickaxe Mountain, un separato servizio della CNN secondo cui funzionari statunitensi ritengono che parte delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito sia sopravvissuta ai bombardamenti, e un articolo del New York Post di sabato che descrive un'operazione di emergenza esaminata, con forze di terra, ingegneri, personale delle operazioni speciali e specialisti in ordigni, per mettere in sicurezza il materiale nucleare rimasto qualora la via diplomatica dovesse fallire.
Cosa potrebbe succedere
Una via passa per la montagna stessa. Trump ha lasciato intendere ulteriori opzioni militari contro Pickaxe Mountain, e un attacco, o il contingente di terra riportato per l'estrazione dell'uranio arricchito, porterebbe la guerra in una fase che coinvolge personale sul suolo iraniano e non solo la potenza aerea. Una seconda via è quella diplomatica: qualsiasi conclusione negoziata dei combattimenti dovrebbe ormai affrontare la questione delle scorte, delle attrezzature e delle competenze sopravvissute, e una valutazione secondo cui la nuova leadership sarebbe più disposta a costruire un'arma alza il livello di verifica che Washington e Gerusalemme richiederebbero. Una terza è il proseguimento dello stallo, in cui Teheran non riavvia l'arricchimento dichiarato né abbandona ciò che ha conservato, lasciando alle agenzie esterne e ai servizi di intelligence il compito di giudicare le intenzioni di una leadership che non parla in pubblico. Molto qui resta esplicitamente non confermato: la sopravvivenza delle scorte di uranio, lo spostamento delle centrifughe e l'attuale pensiero del nuovo leader supremo sono tutti riportati come valutazioni e non come fatti accertati.
United States
Vereinigte Staaten
Judges Iran's new supreme leader more willing to pursue a weapon, sees no resumed enrichment, and keeps further military options on the table.
Iran
Iran
No public position in the available sources; the new supreme leader has not been seen or heard from since taking office.
Israel
Israel
Shares US concern that surviving equipment, material and personnel could be consolidated inside the fortified Pickaxe Mountain complex.
Da leggere
Fonti