Immagine simbolicaGli USA riportano nessun attacco all'Iran dopo 13 notti mentre i termini del cessate il fuoco sono in rovina
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Per la prima volta dal 13 luglio, il Comando centrale statunitense non ha riportato nuovi attacchi aerei contro l'Iran, e anche Teheran sembra aver trattenuto il fuoco mentre la guerra raggiunge il suo 148° giorno. La pausa non poggia su alcun quadro concordato: il New York Times riporta che quasi tutti i 14 punti dell'accordo di cessate il fuoco USA-Iran sono stati violati. Lungo il Mar Rosso, il conflitto parallelo tra Arabia Saudita e Houthi si è intensificato, con attacchi riportati su due siti petroliferi sauditi.
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Trump weighs major Iran escalation as intelligence sees new supreme leader open to the bomb
Cosa è successo
Sabato, 148° giorno di guerra, il Comando centrale statunitense non ha riportato nuovi attacchi aerei contro l'Iran — la prima notte del genere dal 13 luglio, dopo 13 notti consecutive di attacchi. Sia The American Conservative sia la testata emiratina The National registrano lo stesso vuoto, e il resoconto americano aggiunge che anche Teheran sembra essersi astenuta dal lanciare nuovi attacchi. La pausa non è il prodotto di un accordo firmato: il New York Times, valutando l'accordo provvisorio di cessate il fuoco USA-Iran, conclude che quasi tutti i suoi 14 punti sono stati violati. L'attività militare non si è fermata del tutto. Un funzionario americano ha detto a Reuters che le forze statunitensi hanno sparato contro e disabilitato una petroliera che tentava di violare il blocco dei porti iraniani. Allerte di emergenza sono state emesse sabato mattina nelle città saudite sul Mar Rosso di Yanbu e Jazan, invitando i residenti a ripararsi, dopo attacchi contro impianti petroliferi appartenenti alla Saudi Aramco; video sui social media mostravano incendi ancora in corso durante il giorno. L'Arabia Saudita ha lanciato nuovi attacchi aerei sullo Yemen in risposta, dopo i suoi attacchi sul porto di Hodeidah e sull'isola di Kamaran. La nave saudita NCC Masa ha subito lievi danni allo scafo nel Mar Rosso venerdì e ha proseguito verso la propria destinazione, secondo l'agenzia di stampa statale saudita SPA. Il greggio Brent ha chiuso a 98,38 dollari venerdì; la media nazionale statunitense per la benzina normale si attestava a 4,11 dollari. L'attribuzione degli attacchi ai siti petroliferi sauditi differisce tra le fonti: The American Conservative riporta che gli Houthi hanno rivendicato la responsabilità, mentre The National afferma che il gruppo non li aveva immediatamente rivendicati.
Gli schieramenti
Washington presenta la pausa come leva negoziale piuttosto che come concessione. Il presidente Trump ha detto che gli USA stanno "parlando con [l'Iran] proprio ora" e che Teheran sta "diventando sempre più seria con il passare dei giorni", mentre l'esercito resta "carico e pronto ad agire". Ha detto che non è stata presa alcuna decisione su una nuova ondata di attacchi, che la guerra stava andando "estremamente bene", e che l'Iran "vorrebbe" fare un accordo ma non è pronto: "Non credo sia ancora il momento, ma sono disposto ad ascoltare". L'Iran, secondo The National, ha risposto agli attacchi americani rivendicando attacchi contro personale e basi militari statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania. Sul secondo fronte, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha cercato di separare Teheran dall'escalation nel Mar Rosso, dicendo che le ostilità saudite-Houthi "non possono essere attribuite all'Iran" e sono "radicate in vecchie dispute". Gli Houthi hanno inquadrato le proprie operazioni come rappresaglia per gli attacchi sauditi su Hodeidah e sull'isola di Kamaran, hanno riaffermato il loro "embargo marittimo" contro il regno, hanno avvertito di una possibile espansione, e hanno riassunto la propria posizione come "escalation per escalation" e "blocco per blocco". Riyad ha risposto con nuovi raid aerei sullo Yemen.
Lo sguardo dall'esterno
La testata emiratina The National, riportando dall'esterno dei due belligeranti, mette in primo piano il costo regionale piuttosto che l'apertura diplomatica. Il suo resoconto parte dal Mar Rosso: le allerte di riparo a Yanbu e Jazan, la petroliera saudita danneggiata, la rivendicazione del blocco Houthi. Nota che lo scambio di attacchi durato quasi due settimane è arrivato dopo — e ha di fatto vanificato — un accordo provvisorio pensato per porre fine alle ostilità, e colloca la valutazione fiduciosa di Trump rispetto a questo bilancio.
Cosa c'è di nuovo
Finora il focus del reportage era su un possibile allargamento. Il New York Times aveva riportato che Trump ha incontrato i suoi consiglieri più anziani il 24 luglio per valutare una grande escalation, senza che fosse presa alcuna decisione. Due giorni dopo il movimento va nella direzione opposta: una notte senza attacchi americani e, secondo il racconto di Trump, colloqui in corso. Il secondo elemento nuovo è la verifica del cessate il fuoco — la scoperta che quasi l'intero accordo in 14 punti è stato violato rimuove ogni presupposto che la quiete poggi su un testo. Il binario saudita-Houthi, al contrario, è passato dagli attacchi su Hodeidah e sull'isola di Kamaran agli attacchi contro infrastrutture petrolifere all'interno dell'Arabia Saudita e ai contrattacchi sauditi.
Cosa potrebbe succedere
Una possibilità è che i colloqui descritti da Trump producano un quadro rinnovato, nel qual caso i negoziatori si troverebbero di fronte a un accordo i cui punti sono già stati quasi tutti violati una volta, e alla domanda su come sarebbe l'applicazione. Un'altra è che la pausa si riveli tattica: Trump ha dichiarato che non è stata presa alcuna decisione e che le forze restano pronte, quindi gli attacchi potrebbero riprendere entro pochi giorni senza che venga annunciata alcuna rottura formale. Un terzo filone corre indipendentemente dal binario USA-Iran. Se gli Houthi agiscono secondo il loro avvertimento di espandere le operazioni e l'Arabia Saudita continua i suoi contrattacchi, gli attacchi contro impianti petroliferi e navigazione potrebbero continuare a prescindere da ciò che accade tra Washington e Teheran, con il Brent già vicino ai 98 dollari e i prezzi alla pompa negli USA sopra i 4 dollari.
United States
Vereinigte Staaten
Describes the pause as talks under pressure, says the war is going well and that forces remain ready to strike again.
Iran
Iran
Has answered US strikes with claimed attacks on American personnel and bases in the region and denies any responsibility for the Saudi-Houthi fighting.
Saudi Arabia
Saudi-Arabien
Responds to attacks on its oil facilities and shipping with further airstrikes on Yemen.
Houthis
Jemen
Present their strikes and maritime blockade as retaliation for Saudi attacks on Hodeidah and Kamaran Island and threaten expansion.
Coinvolti anche
States hosting US forces