Immagine simbolicaIsraele colpisce una moschea a Gaza City mentre il ministero della Sanità conta 60.700 orfani
L'esercito israeliano ha colpito una moschea a Gaza City, sostenendo che Hamas vi custodisse armi al suo interno; l'ufficio media gestito da Hamas ha respinto questa versione. Lo stesso giorno il ministero della Sanità di Gaza ha stimato in circa 60.700 il numero di bambini rimasti orfani dall'ottobre 2023, con un bilancio complessivo delle vittime pari a 73.335. A Rafah proseguono i preparativi per una "città umanitaria" sotto l'egida del Board of Peace guidato da Trump, un progetto che i palestinesi nell'enclave giudicano in modo molto diverso tra loro.
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Cosa è successo
L'esercito israeliano ha colpito una moschea a Gaza City e ha dichiarato che Hamas aveva usato l'edificio per custodire armi, secondo quanto riportato dal New York Times. L'ufficio media del governo gestito da Hamas ha respinto la versione, affermando che le accuse israeliane servivano a giustificare gli attacchi alle moschee. Separatamente, il ministero della Sanità di Gaza ha riferito sul proprio canale Telegram che circa 60.700 bambini sono rimasti orfani dall'ottobre 2023: circa 52.000 hanno perso il padre, quasi 6.000 la madre e almeno 2.700 entrambi i genitori. Lo stesso ministero ha fissato il bilancio cumulativo delle vittime a 73.335 e il numero dei feriti a oltre 174.000; le cifre non sono verificate in modo indipendente. Un cessate il fuoco mediato da Egitto, Qatar, Stati Uniti e Turchia è in vigore dal 10 ottobre 2025, con le forze israeliane ritirate sulla cosiddetta linea gialla pur mantenendo il controllo di oltre metà della Striscia.
Lo sguardo dall'esterno
The National di Abu Dhabi riporta che i palestinesi a Gaza sono divisi sul progetto del Board of Peace, con alcuni che vi vedono una prima occasione per sfuggire alle condizioni attuali e altri che temono un controllo israeliano radicato e una frammentazione permanente. L'analista Wissam Afifa ha dichiarato al giornale che il piano equivale a una "istituzionalizzazione della frammentazione di Gaza" e resterebbe circoscritto a quella che Israele definisce la città umanitaria di Rafah. La russa TASS mette in primo piano le cifre su orfani e vittime e sottolinea che Israele controlla ancora oltre il 50 per cento del territorio.
Cosa potrebbe succedere
Israele ha concesso lo scorso fine settimana il permesso alla Forza internazionale di stabilizzazione di operare nelle aree al di fuori del proprio controllo militare, un passo accolto con favore dall'inviato del Board of Peace Nickolay Mladenov. La forza, composta da truppe di diversi paesi tra cui Marocco e Indonesia, dovrà garantire la sicurezza dei confini di Gaza e addestrare la polizia locale, con il ritiro israeliano legato all'affermazione del controllo da parte dei peacekeeper. La zona umanitaria, che offrirà alloggi temporanei e servizi di base, dovrebbe iniziare a Rafah nelle prossime settimane. Afifa sostiene che l'effetto immediato sarà politico piuttosto che umanitario, mentre uno sfollato intervistato da The National afferma che giudicherà il piano solo in base ai risultati.
Israel: The military says the Gaza City mosque was used by Hamas to store weapons and keeps control of more than half the Strip pending the peacekeepers' deployment.
Hamas-run authorities in Gaza: The media office denies the weapons claim and calls it a pretext for strikes on mosques, while the health ministry publishes the orphan and casualty figures.
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