Immagine simbolicaL'epidemia di Ebola in Congo supera i 3.200 casi e i 1.405 morti
I dati governativi diffusi domenica collocano l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo a 3.200 infezioni confermate e almeno 1.405 morti, con circa 1.000 casi aggiunti in soli dieci giorni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il virus è ora presente in cinque province, con quasi il 90 per cento dei casi provenienti dall'Ituri, nel nord-est del paese. L'epidemia, dichiarata il 15 maggio, è causata dal ceppo Bundibugyo, per il quale non esiste alcun vaccino o trattamento approvato.
UN Humanitarian Air Service (UNHAS)University of OxfordWHO
Cosa è successo
Secondo i dati governativi citati da Reuters e Al Jazeera, il numero di infezioni da Ebola confermate nella Repubblica Democratica del Congo è salito a 3.200, con almeno 1.405 morti. I dati sono stati diffusi domenica 26 luglio. Al Jazeera riferisce che le infezioni sono aumentate di circa 1.000 in dieci giorni, un ritmo che i medici faticano a contenere in quella che è la 17ª epidemia di Ebola registrata nel paese. L'epidemia è stata dichiarata il 15 maggio ed è causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esiste alcun vaccino approvato né alcun trattamento approvato. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che quasi il 90 per cento dei casi è stato segnalato nella provincia nord-orientale dell'Ituri, che confina con Sud Sudan e Uganda, e che il virus è presente in cinque province, due delle quali aggiunte di recente. L'Ebola si trasmette per contatto con fluidi corporei e provoca febbre emorragica; Al Jazeera segnala che negli ultimi 50 anni ha ucciso più di 15.000 persone in Africa. Entrambi i resoconti disponibili si basano sugli stessi dati governativi e non si contraddicono su numeri, geografia o cronologia.
Gli schieramenti
Le parti coinvolte descrivono gli stessi numeri con enfasi diverse più che con sostanza diversa. Le autorità congolesi affermano che il miglioramento della capacità di individuazione e di test ha contribuito a identificare più infezioni, inquadrando parte del forte aumento come effetto di una migliore ricerca dei casi piuttosto che di una trasmissione puramente più rapida. L'OMS si concentra sulla geografia, sottolineando la concentrazione nell'Ituri e la recente estensione a due province aggiuntive. Il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS) indica nella logistica il vincolo determinante: "In molti casi la comunità umanitaria vuole aiutare, ma la vera sfida è arrivarci", ha dichiarato ad Al Jazeera Hedley Tah dell'UNHAS, aggiungendo che il servizio si occupa anche di "trasportare campioni per i test di laboratorio, così da garantire la continuità della tracciabilità". Gli operatori sanitari costituiscono un'ulteriore voce, dissonante, sul terreno: gli scioperi per gli stipendi non pagati hanno interrotto la risposta in alcuni ospedali, secondo Al Jazeera. Nessun attore statale contesta il conteggio ufficiale dei casi.
Lo sguardo dall'esterno
La copertura dall'esterno della RDC è scarsa e prevalentemente descrittiva. Reuters, riportando dalla Gran Bretagna, riferisce i dati del governo senza ulteriore inquadramento. Al Jazeera, con sede in Qatar, affianca ai dati epidemiologici il quadro operativo – accesso aereo, logistica di laboratorio, personale sanitario non pagato – e dà spazio alla corsa scientifica attorno al ceppo Bundibugyo. Riferisce che l'Università di Oxford ha dichiarato venerdì che un primo gruppo di volontari ha ricevuto un vaccino sperimentale mirato contro il ceppo, che diversi altri candidati vaccinali sono in corso di sperimentazione accelerata e che due potenziali trattamenti sono in fase di sviluppo. Nulla di tutto ciò viene presentato come disponibile per i pazienti nell'attuale epidemia.
Cosa c'è di nuovo
L'ultimo bilancio riportato era di 2.973 infezioni confermate e 1.309 morti, con 48 zone sanitarie colpite e una nuova zona infetta nella provincia dell'Haut-Uele. I nuovi dati aggiungono a quel conteggio circa 230 casi confermati e 96 morti. È cambiato anche il quadro di riferimento del resoconto: mentre l'aggiornamento precedente tracciava la diffusione a livello di zone sanitarie, la valutazione attuale dell'OMS è espressa in province – cinque in totale, due delle quali colpite di recente. È nuova l'attribuzione esplicita, da parte delle autorità, di parte dell'aumento all'ampliamento dei test, così come la rivelazione che gli scioperi salariali stanno ostacolando la risposta e la notizia della prima sperimentazione umana di un candidato vaccino specifico per il ceppo Bundibugyo.
Cosa potrebbe succedere
Al Jazeera riferisce che l'epidemia potrebbe durare ancora diversi mesi. Se la trasmissione resterà concentrata nell'Ituri mentre le due province colpite di recente registreranno solo catene di contagio limitate, la risposta rimarrebbe un problema di logistica e personale concentrato su un'unica regione, con la crescita dei casi che rifletterebbe in parte l'ampliamento dei test. Qualora gli scioperi per gli stipendi non pagati dovessero persistere o allargarsi, la capacità di sorveglianza e isolamento potrebbe indebolirsi proprio nelle strutture in cui i casi vengono individuati, rendendo più difficile leggere la reale portata del fenomeno. Un terzo percorso passa per la scienza: vaccini e trattamenti sperimentali per il ceppo Bundibugyo sono in fase di sperimentazione iniziale, e i loro progressi, o la loro assenza, determineranno se le fasi future di questa epidemia verranno affrontate con strumenti diversi dal semplice isolamento e dal tracciamento dei contatti. I confini dell'Ituri con l'Uganda e il Sud Sudan restano un fattore rilevante in tutti gli scenari; le fonti disponibili non riportano casi transfrontalieri.
Da leggere
Fonti